|
Secondo
le ipotesi dei maggiori storici, la collina dove sorge Zagarolo era
il luogo dove vivevano e lavoravano i Sagarii. I molti insediamenti
di epoca romana presenti nel territorio, fanno pensare che la zona
fosse tenuta in particolare considerazione, malgrado non ci siano
documenti o altre fonti a provarlo. Le prime notizie certe risalgono
al 970, quando il Papa Giovanni XIII donò questi territori a sua
sorella Stefania dei conti di Tuscolo.
A questa famiglia succedettero i Colonna. In seguito alle lotte di
potere intraprese tra le grandi famiglie nel 1627 Zagarolo fu
espugnata dalle truppe del papa e distrutta insieme alla vicina
Palestrina. Nel 1400 i colonna si sottomisero alla volontà del Papa
e la pace durò fino al 1435 quando Zagarolo divenne il quartier
generale di Lorenzo Colonna nella guerra contro il papato e Zagarolo
venne nuovamente distrutto dal Cardinal Vitelleschi nel 1439.
Nella metà del 1500 la città, risorta ad opera dei Colonna, venne
riconosciuta feudo di Vittoria Colonna che insieme al marito diede
al territorio uno statuto.
Nel secolo XVII inizia per il ducato di Zagarolo una fase di
decadenza causata dalle enormi spese sostenute da Marzio Colonna per
ampliare ed abbellire il Paese.
Oberato dai debiti Pierfrancesco Colonna, nel 1622, fu costretto a
vendere il ducato di Zagarolo e lo cedette al Cardinale Ludovico
Ludovisi che morì pochi anni dopo l’acquisto del Ducato lasciando
erede il fratello Nicolò.
Ai Ludovisi va dato il merito di aver commissionato nel 1635 ad
Andrea Carone, loro vassallo, un censimento storico-economico del
Ducato di Zagarolo (copia del manoscirtto è in possesso
dell’Associazione “Amici di Zagarolo).
Il possesso del Ducato da
parte dei Ludovisi fu relativamente breve: dopo la morte del
cardinale gli eredi non ebbero molto interesse a tenerlo tanto che
il 26 giugno 1670 fu venduto a Giovanni Battista Rospigliosi.
I Rospigliosi si occuparono principalmente della ricostruzione del
palazzo (ricostruzione dell’arco trionfale) e della costruzione
della chiesa di San Pietro.
Durante il possesso del feudo da parte dei Ropsigliosi il Palazzo
fu sede di diversi avvenimenti e ospitò tra le sue mura personaggi
illustri fra i quali re Carlo VIII di Borbone.
La famiglia Rospigliosi perse il potere feudale agli inizi del
secolo XIX ma rimase proprietaria del Palazzo il quale venne
successivamente ereditato dalla principessa Pallavicini che lo
vendette al Comune nel 1979. |