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Gallicano nel
Lazio |
| Festa
di Sant'Antonio Abate 17 Gennaio
Festa di Sant'Antonio Abate, con pittoresca cavalcata in costume, rappresentazioni teatrali all'aperto e l'Asta delle Bandiere. |
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| Sagra
del Ciambellone Domenica
successiva al 17 Gennaio
La tradizionale manifestazione, che si svolge nelle vie dell’antico borgo medioevale,
contiene aspetti di carattere folkloristico e religioso, sovrapposti (anche se
prevalenti) a quelli di promozione turistica e di valorizzazione dei prodotti della terra, quali gli ottimi vini ed olio di oliva, delle ridenti colline gallicanesi.
Per tale occasione si produce, unico per il comprensorio dell’Area Prenestina, il caratteristico
“ciambellone”, da cui nasce la sagra popolare.
L’intera manifestazione si rifà a ricorsi storici secolari, collegati (originariamente e
strettamente) alla ricorrenza religiosa, in cui, con una caratteristica “cavalcata”, avveniva la benedizione degli animali (specialmente cavalli ed asini) via, via, sostituiti dalla macchine da lavoro.
Per tale occasione, e solo per tale occasione, si preparano in tutte le famiglie
gallicanesi tradizionali “dolci”, cosiddetti “ciambelloni”, che con i dolci non hanno niente a che vedere, perché confezionati con farina, sale, chicchi di anice ed olio di oliva; buonissimi per essere accompagnati proprio dal vino, specialmente, secondo la tradizione, quello novello. |
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| Festa
di Santa Maria delle Grazie 8
Settembre
I festeggiamenti durano per tutta la settimana e si concludono il venerdì con la "serata paesana" durante la quale viene cotto, nella piazza centrale, il vitello alla "gaucho". |
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| Festa
di Sant'Andrea Apostolo 30 Novembre
Festa con
processione che parte dalla chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, dedicata al patrono del
paese. La chiesa è uno degli edifici religiosi più antichi di Gallicano risalente a prima del 1290. Fu demolito nel 1732 e ricostruito in forme più imponenti da Vittoria Altieri Pallavicini a proprie spese. Durante i lavori di ricostruzione avvenne un fatto particolare: ogni giorno, sembra si recasse sul cantiere un cieco chiamato dagli abitanti "Tuttocieco", il quale ripeteva che la volta del nuovo edificio sarebbe crollata. Cosa che avvenne puntualmente. Al posto del tetto fu steso un telone sul quale era dipinto il "Transito di San Giuseppe", poi, sostituito da un soffitto a cassettoni. La chiesa si presenta ad unica navata con cinque altari. La chiesa conserva reliquie, un capello in una teca d'argento, della Vergine Maria.
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